¿Dónde está Evo?

May 16, 2025, La Paz, La Paz, Bolivia: Supporters of former Bolivian President Evo Morales wore masks bearing his likeness as they marched toward La Paz, demanding that he be allowed to run in the upcoming presidential election. (Credit Image: © Diego Rosales/ZUMA Press Wire/ZUMA Wire)/SIPA60013118_000019/ZEUS/2505170704

«La foto che ho scattato e pubblicato in rete è autentica: ho visto e incontrato Evo Morales». Lunedì 9 febbraio [2026] Carlos Subirana, avvocato, candidato alle prossime amministrative nella città di Santa Cruz, ha dichiarato all’emittente Unitel di essersi incontrato con l’ex presidente domenica 8. Lo scatto ritrae i due nell’ufficio di Morales presso gli studi di Radio Kawsachun Coca (Rkc),che trasmette da Lauca Ñ, piccolo villaggio nella regione del Tropico di Cochabamba. Subirana ha assicurato di averci parlato e «no, non si trova all’estero come qualcuno ha dichiarato». Evo dunque è vivo, a casa sua e non è fuggito dal paese per evitare un probabile arresto. Forse. A parte la condanna che pende sulla sua testa (Morales è indagato per tratta di esseri umani dal tribunale di Tarija che lo accusa di una relazione che avrebbe avuto con una minorenne da cui sarebbe nato un figlio nel 2016) incontrare Evo non parrebbe essere così complicato. Basterebbe recarsi a Villa Tunari, nel Tropico, dove i suoi sostenitori hanno costruito un posto di blocco presidiato giorno e notte per «salvaguardarne la vita» proteggendolo da un eventuale arresto. Il problema è che dalla seconda settimana di gennaio Morales non si fa più vedere neanche coi suoi, né interviene più alla ‘sua’ radio, quella del movimento dei produttori di foglie di coca della cui organizzazione sindacale è presidente.

Scomparso in Messico (o forse no)

La prima accusa pubblica attorno alla sparizione dell’ex presidente l’ha data alla stampa il 24 gennaio il parlamentare di destra Edgar Zegarra Bernal durante una conferenza stampa. «Morales non è in Bolivia: si trova in Messico», ha rivelato il deputato, arrivando perfino ad accusare il governo di averlo fatto scappare «anziché consegnarlo alla giustizia». Le prove «inconfutabili» che Zegarra Bernal sosteneva di avere non le ha mai rese pubbliche ma da quel momento le illazioni riguardo a dove possa trovarsi Morales sono aumentate a dismisura.

Che fine ha fatto Evo?

L’ex presidente indigeno non si mostra in pubblico dall’11 gennaio, mancando agli appuntamenti della trasmissione radiofonica domenicale, che è solito tenere assieme al direttore Ramiro Garcia (simile alla fu conversazione Bordin-Pannella ma con molte meno arrabbiature). E sebbene Carlos Subirana abbia sostenuto che l’8 febbraio Morales stesse registrando quel programma insieme a lui, in pochi ci hanno creduto davvero. I sostenitori di Evo hanno le bocche cucite e rispondono a colpi di propaganda sfilando alle manifestazioni di piazza indossando maschere che ritraggono il volto dell’ex presidente. Domenica 25 gennaio anche il direttore Garcia è andato in onda indossandone una: «Evo esta aqui», aveva tuonato. Il giorno successivo Vicente Figueroa, dirigente sindacale vicino a Evo, ha dichiarato alla radio che l’ex presidente stava semplicemente riprendendosi dalla dengue. Lonardo Loza, candidato a Cochabamba e braccio destro del leader, pur confermando la versione del dirigente, un pugno di giorni dopo ha sconfessato alla stampa l’autenticità dello scatto pubblicato da Subirana: «in questa campagna elettorale si fa a gara ad apparire con Morales per poter vincere». Sarà per questo che Loza nei giorni scorsi ha pubblicato uno scatto che ritrae lui e l’ex presidente con le magliette del partito Alianza – unidos por los pueblos per lanciare la propria campagna elettorale. Peccato che lo scatto fosse generato con l’intelligenza artificiale. E di Evo ancora nessuna traccia.

Articolo pubblicato su L’Eco di Bergamo del 16.2.26

Autore: marco

Torremaurense di nascita, dal 2024 in pianta stabile in Val Seriana. Sono insegnante alla scuola secondaria di secondo grado e giornalista per «L'Eco di Bergamo» e «L'Atlante». Ho scritto con Fabio Belli, per Rogas edizioni, «Calcio e Martello. Storie e uomini del calcio socialista», «La Repubblica nel pallone», «C’eravamo tanto a(r)mati». Il 9 giugno '25 è uscito «La più forte - The Strongest e altre storie di calcio in Bolvia» (sempre per Rogas, sempre scritto con Fabio Belli).

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